tel. +39 339.1946927 - info@m2salento.it - ita | eng

NEWS

Sei in news | Riforma del catasto, ecco chi pagherà di più - Yahoo Finanza

Ricerca immobile

Riforma del catasto, ecco chi pagherà di più - Yahoo Finanza

Annunciata e ripromessa molte volte nel corso degli anni, la riforma del catasto sembra stia per giungere a compimento o, perlomeno, a una sua prima definizione formale. Con il via libera della Commissione Finanze del Senato, giunto lo scorso venerdì, è infatti partito il primo decreto attuativo della riforma, volta a riavvicinare i valori catastali degli immobili italiani ai reali valori di mercato. Si dà quindi avvio a una revisione che necessiterà ancora di qualche tempo per essere operativa, ma che senza dubbio influenzerà la condizione economica e fiscale di molti cittadini. In particolare, gli effetti potranno essere rilevati sotto due prospettive strettamente interdipendenti: il valore catastale relativamente al comune e quello in base alla sua tipologia.

LE CITTÀ CHE PAGHERANNO DI PIÙ - Come si sa la riforma punta fondamentalmente a riavvicinare il valore catastale a quello reale, e lo scopo dell'operazione, per lo Stato, è quella di poter ricalcolare le imposte sugli immobili. Nonostante, infatti, la cosiddetta “invarianza di gettito” - ovvero la norma secondo la quale il complesso degli introiti provenienti dalle case, per lo Stato, non varierà – molti attuali squilibri saranno sanati. Alle spese tuttavia di qualcuno, che pagherà più di quanto pagava fino a pochi mesi fa.

In base alle prime stime, elaborate dal Sole 24 Ore, a farne le spese saranno specialmente Pistoia, Pesaro e Messina, ovvero i capoluoghi di provincia in cui i valori catastali risultano più dissimili dalle reali quotazioni medie del mercato immobiliare. L'impatto è sicuramente rilevante. Basterà pensare che il divario medio nelle città italiane è del 68% e che, ad esempio, a Pistoia raggiunge quasi il 300%; proprio a Pistoia si pagano infatti Imu e Tasi su una base imponibile media di 73mila euro circa, quando il valore di mercato è di ben 281mila.

 

Al contrario gli immobili in città come Mantova, Padova e Pordenone non subiranno rivalutazioni svantaggiose, dato che il loro valore catastale è già prossimo a quello reale. A Pordenone, per esempio, l’imponibile è di 126mila euro, per un valore di mercato di 150mila euro.

 

LE CATEGORIE INTERESSATE - C'è, inoltre, la questione delle categorie catastali, che fa tutt'uno con la precedente. A fronte di un valore di mercato pressoché identico, infatti, le case iscritte in categoria A/2 e quelle iscritte in categoria A/3 (nel complesso le due costituiscono l'80% delle abitazioni dei comuni interessati) hanno rendite catastali differenti. Più alte le prime, più basse le seconde, che beneficiano quindi senza molti meriti di un regime fiscale più soft.

 

A subire gli aumenti saranno quindi, in linea di massima, i proprietari di abitazioni di categoria A/3, ma la situazione è invero più complessa. Sarà necessario, infatti, comprendere di che tipo di aumento si parlerà, e per chi. La realtà riguardante la categoria catastale è infatti molto eterogenea di città in città, basterà ricordare che a Bologna il 70% delle abitazioni è in A/3, a Milano il 62% e a Napoli solo il 21%, e pertanto la riforma potrebbe andare a colpire in maniere differenti.

Categorie catastali, guida per interpretare le sigle

 

In ogni caso sembra che con il nuovo catasto verrà a cambiare il principio stesso per il calcolo delle rendite catastali: dai vani si passerà ai metri quadrati, e il territorio sarà diviso in "microzone", con immobili-tipo a partire dai quali calcolare, con un algoritmo, il valore patrimoniale.

 

La situazione dei catasti italiani è, d'altra parte, più che confusionaria, e richiede una decisa e equa riforma che ripristini un equilibrio fiscale tra i proprietari di immobili. La differenza tra categoria A/2 e A/3 si legittima infatti nella differenza dei servizi di cui usufruiscono, ma riflette di volta in volta l'ordinamento e la mentalità dell'epoca dell'accatastamento. Per esempio un immobile A/1 – quindi ritenuto signorile – poteva essere tale in quanto dotato di ascensore, una tecnologia quasi di lusso in un'epoca passata ma presente, anni più tardi, anche negli standard costruttivi di edifici economici. Che a loro volta presentavano caratteristiche pertinenti a questa categorizzazione ma oggi omogenee con quelle di edifici di valore differente. Non si dimentichi, infine, la posizione geografica. La bassa rendita catastale di molte case  dipendeva in passato dalla loro posizione periferica, che tuttavia con l'allargamento della città non risulta essere più tale.

La correzione della base imponibile interesserà, insomma, quantità e tipologie differenti di proprietari tra una città e l’altra, ma dovrà riflettere il più possibile una situazione reale che è divenuta estremamente differente e che gli attuali sistemi non riescono a rispecchiare.

DOCUMENTI ALLEGATI
test

vedi tutte le news

M2Salento - Impresa Individuale - REA N. LE-293148 - P.IVA: 04449930751

Sito e software realizzati da: Salento Factory Web Agency - Realizzazione siti