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RISTRUTTURAZIONE IMMOBILI 2016

La detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia è un’agevolazione strutturale, fissata originariamente con il dl 201/2011  al 36% per un importo complessivo non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Aliquota e tetto, tuttavia, possono variare:
•    La Legge di Stabilità (208/2015), per esempio, concede per il 2016 un bonus del 50% fino a 96.000 euro di spesa per immobile.
•    Dal 1° gennaio 2017, in assenza di altre modifiche, la detrazione ritornerà al 36% con il limite di 48.000 euro.

Bonus ristrutturazione
Rientrano  le spese sostenute per ristrutturare abitazioni e parti comuni di edifici residenziali nel territorio dello Stato. Per calcolare la detrazione occorre far riferimento al totale delle spese sostenute con il criterio di cassa. Tale importo va ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa, anche il famigliare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento purché abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati. E’ ammessa la detrazione anche nei casi in cui  le fatture e i bonifici non siano intestati  al familiare convivente, purché la percentuale della spesa sostenuta dallo stesso sia indicata nella fattura.
Il bonus è ammesso fino a quando si trova capienza nell’imposta Irpef annuale. La parte eccedente non potrà essere recuperata neanche in esercizi successivi. Esempio: Irpef complessiva pari a 1.000 euro; quota annuale detraibile pari a 1.500 euro. La quota eccedente di 500 euro non potrà essere recuperata né chiesta a rimborso. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali a partire dall’anno in cui la spesa è sostenuta. Se si vende casa prima dei dieci anni, si può scegliere se continuare a godere delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferirne il diritto all’acquirente (se persona fisica).

Beneficiari
Possono fruire della detrazione i seguenti contribuenti assoggettati a Irpef:
•    proprietari e nudi proprietari;
•    titolari di un diritto reale di godimento;
•    locatari e comodatari;
•    soci di cooperative;
•    imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.
•    soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata, alle stesse condizioni degli imprenditori individuali.


Interventi ammessi
•    Manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali;
•    ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, opere di restauro e risanamento conservativo effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali;
•    ricostruzione o ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi (se è stato dichiarato lo stato di emergenza);
•    realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;
•    eliminazione di barriere architettoniche e installazione di strumenti in grado di favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi;
•    adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.


Adempimenti
Per fruire dell’agevolazione è necessario:
•    l’invio della comunicazione all’Asl competente;
•    il pagamento tramite bonifico bancario o postale dal quale risultino la causale del versamento, (banche e poste tratterranno una ritenuta d’acconto dell’8% sulle imposte sul reddito dovuta dall’impresa che effettua il lavori); il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del destinatario del pagamento.
•    Indicazione nella dichiarazione dei redditi dei dati catastali riferimenti all’immobile oggetto della ristrutturazione.

Il legislatore, inoltre anche per l’anno 2016 ha confermato il Bonus Mobili. Si tratta della possibilità di usufruire della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica superiore alla A+. Condizione per poter beneficiare del bonus mobili è che i mobili e gli elettrodomestici servano all’immobile oggetto della ristrutturazione.
Quindi il bonus mobili è imprescindibilmente legato ai lavori di ristrutturazione dell’immobile: Il limite di spesa del bonus è di Euro 10.000 e il pagamento può avvenire oltre che con bonifico bancario, anche a mezzo carte di credito, mentre è escluso l’utilizzo del contante e di assegni.

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